Germania (1919-1939)
TESSERA ORIGINALE DELL'AUTOMOBILCLUB TEDESCO RILASCIATA NEL 1937 AL SEGRETARIO DEL FASCIO DI BERLINO
Prezzo: Euro 450,00 - cod. nr. 25657
Guglielmo Della Morte in uniforme ministeriale
Un documento del Fascio di Berlino firmato dal Segretario Guglielmo Della Morte
Federico Guella (Bezzecca, 27 novembre 1893 – Rovereto, 28 dicembre 1915) , MOVM al quale era intitolato il Fascio di Berlino
Lo stendardo esposto in stazione a Berlino per festeggiare l'arrivo del Duce (tratto da un filmato LUCE   dell'epoca)
Questa rarissima tessera originale del "Der Deutsche Automobil-Club e. V." (Automobil Club Tedesco) è stata rilasciata il 1° ottobre 1937 al cittadino italiano Guglielmo Della Morte che era il Segretario del Fascio di Berlino (Leiter des Fascio Berlin).
Il Fascio di Berlino era intitolato a Federico Guella, un ufficiale irredentista, combattente della prima guerra mondiale e decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, essendo caduto in un contrassalto alla baionetta per la conquista di Castel Dante (Rovereto) nel 1915.
La tessera, indipendentemente dalla sua rarità in quanto rilasciata ad un cittadino italiano, ha un'eccezionale valore storico e collezionistica dato dal nome del suo titolare: il Centurione Guglielmo Della Morte, che un anno più tardi sarà nominato Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia, era infatti, nel 1937 il Segretario del Fascio di Berlino "Federico Guella" e divenne succesivamente anche quello del Fascio di Londra "Arnaldo Mussolini"
Guglielmo della Morte (Milano 1902-1961), infatti, fu personaggio di spicco del regime e diplomatico di carriera. Dopo aver lavorato in una ‘bottega’ antiquaria, a Milano di fronte a Santa Maria delle Grazie, già negli anni Venti Della Morte aderì al Fascismo, entrando nei ranghi della Milizia dove raggiunse il grado di Centurione. Trasferitosi in Germania fu tra i fondatori dei primi Fasci Italiani nel paese che diresse negli anni a Kassel, Breslaw, Moulhouse, Saarbruken e, appunto, a Berlino dove instaurò stretti contatti con le alte sfere del III Reich. In Germania sposò la nobildonna tedesca Brigitte von Plotho (Darmstadt 1916-Milano 1958). matrimonio che contribuì ad allargare le sue frequentazioni anche nella nobiltà berlinese.
Nel marzo del 1937, il segretario del Fascio di Londra, Carlo Camagna ricevette l'ordine perentorio di recarsi a Roma per un colloquio con Mussolini. Durante la sua assenza l'Ispettore dei Fasci Italiani all'Estero, Parini, lo sostituì con un "Commissario straordinario" con il compito di riorganizzare il Fascio di Londra. La scelta cadde sul Centurione Guglielmo Della Morte che era già il Segretario del Fascio di Berlino. Questo cambiamento si tradusse in un'azione decisa di supporto al nazismo germanico e contro il comunismo.  Dalla Morte creò subito un nuovo gruppo dipendente dal Fascio, il "Fascio Giovanile" con il compito di completare l'educazione degli italiani in modo pre-militare. Terminato il suo compito di riorganizzazione del Fascio di Londra, Dalla Morte ritornò a Berlino per riprendere il suo incarico di Segretario del Fascio locale e di responsabile dei Fasci Italiani all'Estero situati nel territorio tedesco, raggiungendo il grado di Console della M.V.S.N.
Lasciata Berlino con la famiglia, poco prima dell'8 settembre 1943, aderì alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini ma si ritirò a vita privata nella sua casa di famiglia in Valle Spluga, a Campodolcino in località Corti.
Qui nel 1874 era nato il padre Rocco Della Morte, noto a Campodolcino e dintorni come “Conte Rocco”, esponente di una famiglia benestante, arricchitasi, secondo i racconti degli abitanti di allora, con la distillazione della grappa. E qui Della Morte fu protagonista di un episodio di cui si ha memoria ancora in paese: una colonna dell’Esercito Italiano in fuga, dopo l’8 Settembre, lasciò a Campodolcino i propri mezzi. Sopraggiunsero truppe naziste e ne chiesero conto, in maniera violenta, agli abitanti. Ma fu proprio Della Morte con al sua abilità di diplomatico e la perfetta conoscenza della lingua tedesca a evitare il peggio.

Nel 2015 il figlio di Guglielmo Della Morte, Rocco, ha rilasciato un'intervista all'ANSA nella quale faceva luce sull'ultima e più importante partecipazione di suo padre alle vicende finali della Repubblica Sociale e di Benito Mussolini. Raccontò, infatti, che il giorno del suo diciottesimo compleanno (1954) suo padre, che parlava poco con lui di politica e dei suoi rapporti con Benito Mussolini, lo prese da parte e lo mise al corrente di un segreto che custodiva dal 1945. Si trovavano a Milano, nella casa di viale Monza, dove suo padre avevaa vissuto, con lui e sua sorella, fino alla sua morte nel 1961, quando suo padrea gli raccontò che nei convulsi giorni di aprile 1945 venne “convocato” a Milano dove, appunto, ricevette dal Duce una borsa, chiusa con un lucchetto marchiato B.M., con documenti segreti e una somma di denaro in franchi svizzeri. “Il Duce – riferì il figlio del diplomatico – lo invitò a nasconderla e a rendere pubblico il contenuto non prima del 2025. Perché quella richiesta? “Se fossero stati solo soldi – proseguì l’erede dell’ex console a Berlino – quella richiesta ‘temporale’ non avrebbe avuto alcun senso. E’ logico pensare che il Duce in quella borsa-valigia avesse nascosto alcuni documenti importanti, magari copia di alcune lettere inviate ai leader occidentali per ‘trattare’ la sua fuga, oppure copia dei suoi diari, oppure altri documenti di particolare importanza. Insomma materiale che avrebbe potuto compromettere altre persone. Da qui la richiesta a mantenere il segreto per gli 80 anni canonici. Mio padre quella borsa non l’aprì mai. Anzi, dopo i fatti di piazzale Loreto, fece costruire la cassetta di zinco perché nulla all’interno della borsa si deteriorasse con il passare degli anni e la portò in Valle Spluga".
Ma era proprio questo il problema: la data di apertura della cassetta in zinco nascosta in valle Spluga, a pochi chilometri dal confine italiano con la Svizzera, era ancora troppo lontana. Mancavano quindici anni dall’adempimento dell’atto formale, preordinato in ogni particolare da come si dovrà aprire la cassetta sotto gli occhi di tutti a come saranno diffusi e pubblicati gli eventuali documenti. Rocco Della Morte di anni ne aveva 74 nel 2010 e sentiva lo scorrere del tempo: cosí aveva deciso di rivelare la sua storia, temendo di non riuscire ad arrivare al fatidico momento. L’ha raccontata, nei minimi dettagli, confessandosi ai cronisti dell’Ansa e ai giornali. In quella occasione Rocco rinnovò cosí la sua promessa: "Vorrei mantenere fede alla richiesta del Duce e al segreto rivelatomi da mio padre quando compii 18 anni, il 18 giugno del ’54. Mi sento vincolato alla parola data". Ma quella cassa dov’è: "Ho fatto un sopralluogo – rivelava – : è ancora là, al sicuro in valle Spluga".
Della Morte potrebbe averla nascoste proprio a Campodolcino, di dove era originario. Secondo quanto riferito all’Ansa dal figlio del console, il padre ricevette i documenti insieme con una somma in franchi svizzeri. La borsa sarebbe custodita in una cassetta di zinco, che l’avrebbe protetta finora dagli agenti atmosferici e dal trascorrere del tempo. A Campodolcino, nell’ufficio Anagrafe del Comune, sono ancora conservati i dati relativi al conte Rocco, nato nel 1874 e morto a Genova nel 1940. Nessuna notizia invece di Guglielmo, dal momento che nacque a Milano nel 1902, e nessun parente stretto è residente in paese. Ma la caratura del personaggio coinvolto rende ancora più verosimile la storia dell’incarico ricevuto dal duce.
In località Corti, una delle dieci frazioni dell’abitato di Campodolcino, sorge la casa di famiglia dei Della Morte, adesso adibita ad asilo di proprietà della parrocchia. In questa che era la seconda casa della famiglia si ritirò Guglielmo dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943, e qui subì un attentato da parte dei partigiani subito dopo la fine della guerra. Dopo averlo portato in cantina gli spararono alla testa e alla gola, tranciandogli anche una corda vocale. Ma lui, fortunatamente, si riprese. Riprese anche l’uso della parola.
I due attenattori furono individuati ma poterono usufruire dell'amnistia voluta dal Guardasigilli dell'epoca, Palmiro Togliatti.
Proprio in questa casa potrebbe essere ancora nascosta la cassetta di zinco con i documenti. Secondo alcuni la cassetta di zinco contenente la borsa segreta non sarebbe a Campodolcino, come pensavano i compaesani dei Della Morte, ma a Monte Spluga, ultimo abitato prima del confine elvetico. Questa almeno era la convinzione di chi a Madesimo ancora ricordava quei momenti. Secondo gli anziani della nota località sciistica, infatti, la cassetta di zinco sarebbe nascosta in una delle ultime case del centro abitato, ma nessuno sa indicare precisamente di quale si tratti.
"L’iter per l’apertura della borsa sigillata e per la pubblicazione dei documenti è già stato definito"
, così ha dichiarato il figlio del console. "Ho fatto un sopralluogo in questi anni e ho constatato che la borsa è ancora là in Valle Spluga. Io mi sento vincolato alla parola data da mio padre. Diciamo la verità, il 2025 è vicino ma anche lontano è siccome a me piace correre in moto, non so se nel 2025 sarò ancora in questo mondo o in Purgatorio, così quando mio figlio ha compiuto 18 anni anch’io ho fatto come mio padre, l’ho chiamato, gli ho detto dove abbiamo nascosto la borsa del Duce e gli ho passato le consegne che Mussolini diede a suo nonno Guglielmo. Ho messo al corrente della cosa anche altre tre persone fidate. Una ovviamente è un notaio che aprirà la busta con tutte le indicazioni per recuperare il segreto di Mussolini." Per conoscere la verità bisognerà aspettare ancora 4 anni, eventuali colpi di scena dell’ultima ora a parte.
   
 
     

20-5-2021