Italia (1919-39)
SPLENDIDO LOTTO DI CIMELI APPARTENUTI AD UN MARINAIO DEL SOMMERGIBILE POSAMINE "FILIPPO CORRIDONI"
Prezzo: Euro 650,00 - cod. nr. 25931
Il lotto composto dai tre cimeli
Il diploma rilasciato il (6) aprile 1942 (La data è poco leggibile)
La firma autografa dell'Ammiraglio Gino Pavesi
L'Ammiraglio Gino Pavesi, fotografato a Pantelleria poco dopo la resa

Straordinario lotto di rari cimeli appartenuti ad un marinaio imbarcato sul sommergibile "Filippo Corridoni" durante la seconda guerra mondiale.


Il lotto comprende il bellissimo e decorativo diploma originale che autorizzava il Capo Macchinista di 1° Classe Scialeo ad indossare il "Ditintivo d'Onore per il personale  imbarcato sui sommergibili".
Il diploma è stato rilasciato il 6 Aprile 1942-XX dal Ministero della Marina e porta la firma originale a penna del Contrammiraglio Gino Pavesi, Comandante Superiore Interinale.
Il Distintivo d'Onore, acompagnato dal suo Diploma, venne istituito con F.O.M. dell'11 novembre 1941, per un periodo di imbarco in tempo di guerra di almeno tre mesi ( quattro anni in tempo di pace ) o se il militare avesse ricevuto decorazioni al Valore o subito ferite o mutilazioni. Il diploma era lo stesso per ufficiali, sottufficiali e comuni. La sua bellissima grafica con l'unione dei simboli rappresenta l'essenza della specialità nella tradizione delle marinerie militari.


Il bellissimo Distintivo d'Onore originale che accompagna il diploma, è costituit da una spilla im metallo dorato raffigurante un delfino circondato da fronde di alloro e sormontato dalla corona di Casa Savoia; nella parte superiore reca incisa la scritta "SOMMERGIBILI". Sul retro una lunga spilla verticale e la parola "DEPOSITATO" incisa, a riprova della sua originalità. Il distintivo ha il diametro regolamentare di 25 mm, e veniva portato sul petto sopra i nastrini delle decorazioni. Era uguale per tutti: ufficiali, sottufficiali, sottocapi e comuni.


Nato a Pisa nel 1888 Gino Pavesi entrò nell'Accademia navale di Livorno nel 1906, venendo nominato guardiamarina nel 1909. Nel 1911-1912 Pavesi partecipò alla Guerra italo-turca, col grado di sottotenente di vascello, a bordo dell'incrociatore corazzato Giuseppe Garibaldi. Promosso a tenente di vascello nell'aprile 1915, durante la prima guerra mondiale prestò servizio su corazzate  e cacciatorpediniere.


Tra il 1925 ed il 1926, col grado di capitano di corvetta, fu comandante in seconda dell'esploratore Ancona; Comandò, tra il 1926 ed il 1927, i cacciatorpediniere Enrico Cosenz e Cesare Battisti. Fu promosso capitano di fregata il 15 ottobre 1927. Tra il 1933 ed il 1935, promosso a capitano di vascello il 22 febbraio 1934, fu comandante della 1ª squadriglia torpediniere scuola comando a Taranto.
Dopo la promozione a contrammiraglio nel gennaio 1940, quando l'Italia entrò nella seconda guerra mondiale (10 giugno 1940) Pavesi prestava servizio presso l'Ispettorato allestimento e collaudo nuove navi; nel febbraio 1941 divenne ispettore delle scuole al Comando Superiore del CREM, del quale nel novembre 1941 divenne comandante superiore.


Promosso ad ammiraglio di divisione nel settembre 1942, Pavesi fu nominato comandante della Zona Militare Marittima di Pantelleria nel marzo 1943. L'isola di Pantelleria rappresentava una base potentemente fortificata, con un aeroporto in caverna (ove avevano base 60 aerei da caccia), al riparo dagli attacchi aerei, otto batterie antinave (per totali 12 cannoni da 152 mm, 13 da 120 mm, 12 da 90 mm) e 14 batterie contraeree, dotate di un totale di 76 cannoni da 76 mm. La presidiava una guarnigione di 11.420 uomini, in massima parte sistemata in posizioni difensive in caverna; le riserve di viveri, a seconda delle fonti, sarebbero bastate per 20, 30 o 50 giorni.
A partire dall'8 maggio 1943, prese il via l'Operazione Corkscrew: da quel giorno, per oltre un mese, l'isola fu sottoposta a continui bombardamenti aerei da parte di circa 1500 velivoli angloamericani, per annichilirne le difese ed il morale della guarnigione, in preparazione di uno sbarco Alleato. A ciò si aggiunsero due bombardamenti navali, l'8 e l'11 giugno; unità della Royal Navy misero inoltre in atto un blocco navale nelle acque attorno all'isola, anche se ciò non impedì del tutto l'arrivo di rifornimenti inviati di notte con motozattere ed altre piccole unità. Un invito alla resa fu presentato dagli Alleati il 10 giugno, ma Pavesi non rispose (come aveva già fatto una prima volta alcuni giorni prima); il giorno seguente, una flottiglia da sbarco di una cinquantina di unità britanniche, aventi a bordo 14.000 uomini, si presentò nelle acque antistanti Pantelleria. Alle 3.55 dell'11 giugno Pavesi chiese a Supermarina l'autorizzazione ad arrendersi; la richiesta fu portata a Benito Mussolini, il quale – dopo una consultazione con Supermarina e con il Comando supremo militare italiano – decise di autorizzarla.


Internato in un campo di prigionia nel Regno Unito, Pavesi fu rimpatriato nel novembre 1944. In Italia, l'ammiraglio fu oggetto di durissime critiche – specie negli ambienti del regime fascista, ed ancor più, in seguito, di quelli della Repubblica di Salò – che lo accusavano di non aver opposto la dovuta resistenza all'attacco Alleato, "quali le leggi del dovere e dell’onore gli imponevano", se non di aperto tradimento. Nel maggio 1944 fu processato e condannato a morte in contumacia dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato di Parma. 
Pavesi riprese servizio nel 1945, a disposizione dello Stato Maggiore; nel 1946-1947 fu direttore generale del Corpo degli equipaggi militari marittimi, poi fu assegnato allo Stato Maggiore per incarichi speciali. Posto in ausiliaria per limiti d'età nel 1948, fu promosso ammiraglio di squadra nella riserva nel 1957.Morì a Roma il 3 febbraio 1960.


Bellissimo modello in alluminio su una base di legno scuro che rappresenta il sommergibile posamine della Regia Marina in servizio durante la seconda guerra mondiale. Sulla torretta sono incise le lettere "F.C.". Il modello ha una lunghezza di circa 25 cm.


Dalle sue caratteristiche si può pensare che rappresenti il sommergibile posamine "FIlippo Corridoni" (classe omonima o anche citata come classe Bragadin, seconda unità della serie); verificando i profili quello di questa serie corrisponde per il tipo di torretta (con due “oblò “ in falsa torre e una porta accanto alla sigla F.C.), áncora evidente e anteriore alla aletta estensibile per immersione/emersione, un solo cannone e due periscopi, lunga fila di aperture laterali sopra una accennata ma evidente controcarena bombata, poppa che termina tondeggiante e infine quattro boccaporti e passacavi a poppa e due a prua. Il distintivo ottico del smg era CR (senza punto) anche se non veniva evidenziato tanto più in guerra; qui probabilmente l’autore del modellino ha messo le iniziali puntate del nome del battello.


Durante il secondo conflitto mondiale fu molto impiegato nel trasporto di rifornimenti, compiendo 15 missioni di questo tipo. La sua prima missione, iniziata il 30 giugno 1940 con la partenza da Napoli, consisté nel trasporto a Tobruk, dove giunse il 3 luglio, di 27 tonnellate di rifornimenti, percorrendo 20.960 miglia in superficie e 2172 in immersione.

Nel corso del conflitto 1940-1943, oltre alle già citate 15 missioni di trasporto, svolse 23 missioni offensive o esplorative e 7 di trasferimento. All'armistizio si consegnò agli Alleati a Palermo, da dove partì il 20 settembre 1943, insieme a cinque altri sommergibili e a svariate unità navali, per portarsi a Malta.

 
   

12-3-20219