Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE DOCUMENTO UFFICIALE DEL FASCIO COLONIALE ITALIANO DI COSTANTINOPOLI DEL 1923
Prezzo: Euro 350,00 - cod. nr. 26063
Eccezionale documento su carta intestata del Fascio Coloniale Italiano di Costantinopoli, con riprodotto in alto a sinistra il distintivo del primo fascismo.
La lettera, datata 3 agosto 1923, è stata scritta a macchina e indirizzata all'On. Regio Consolato Centrale d'Italia di Constantinopoli. Con essa il Direttorio del Fascio rassicurava il massimo impegno nel divulgare la circolare di propaganda "Echi e Commenti".
L'intestazione della lettera ci dice che essa è precedente alla costituzione dei Fasci Italiani all'Estero, infatti essa si riferisce al Fascio di Costantinopoli, definito "Coloniale" in quanto operante nella colonia di italiani residenti a Costantinopoli. Ciò fa di questo documento una vera rarità assoluta non trovando riscontro nei documenti dei Fasci degli altri paesi.

L'impegno del Fascio, nel propagandare l'ideale fascista non era certo facile, dovendo convivere con le effervescenze che agitavano il pasese alla vigilia della proclamazione della Repubblica, avvenuta il 29 ottobre 1923 ad Ankara e l'elezione di Mustafa kemal (Ataturk) a presidente. E proprio a partire dal 1923  si verificò un mutamento profondo nella vita della colonia italiana, legato allo sviluppo della vita politica turca e anche di quella italiana. La proclamazione della Repubblica di Turchia da una parte e la fondazione di istituzioni fasciste  in città, generarono inevitaboilmente attrito tra fra due nazionalismi sempre più esuberanti e sempre meno propensi a condividere spazi destinati alla propaganda politica.

Il fascismo ebbe sempre verso l'emigrazione una grande attenzione, supportata dalla convinzione che gli italiani all'estero andassero valorizzati quale punta di diamante dell'espansione degli interessi italiani fuori della patria.
Il 2 maggio 1921, in occasione della nascita del Fascio di New York, Mussolini aveva dichiarato che la costituzione dei fasci all'estero serviva a "suscitare, conservare, esaltare l'italianità fra i milioni di connazionali dispersi per il mondo". I fasci all'estero sarebbero dovuti essere veri e propri "consolati fascisti" per la "protezione legale ed extralegale" di tutti gli italiani, specialmente di coloro che erano "salariati da impresari stranieri", con l'obiettivo esaltante di "tenere alto, sempre e dovunque, il nome della Patria italiana". Bisognava, cioè, che quasi dieci milioni di italiani all'estero, non perdessero il proprio senso di appartenenza italico, continuando a sentirsi in continuazione "spirituale ed ideale" con la patria lontana.
 
 
     

30.9-2020