Italia (1919-1939)
RARISSIMO DIPLOMA DELLA MEDAGLIA DI FIUME AUTOGRAFATO DA GABRIELE D'ANNUNZIO NEL 1921
Prezzo: fornito su richiesta - cod. nr. 25949
L'attestato per la Medaglia Commemorativa della Marcia di Ronchi rilasciato al legionario Antonio Grattoni e firmato di suo pugno da Gabriele D'Annunzio
Il numero dell'attestato e la data di conferimento visibili nell'angolo superiore sinistro
La firma dello scultore Adolfo De Carolis, autore della medaglia e del disegno dell'attestato, stampata nell'angolo inferiore destro

Rarissimo attestato originale, firmato di suo pugno da D'Annunzio, di concessione della Medaglia Commemorativa della Spedizione di Fiume, istituita da Gabriele d'Annunzio subito dopo l'occupazione di Fiume il 12.9.1919 come "Medaglia Commemorativa della Marcia di Ronchi". 


L'attestato di conferimento della medaglia porta il nome del legionario Antonio Gratoni (in realtà il nome esatto era Grattoni con due t), il numero e la data di assegnazione "522/15/6/21" scritto in alto a sinistra e il timbro personale, accanto alla sua firma autografa, di D'annunzio quale Comandante della Reggenza Italiana del Carnaro.

Dall'Elenco Ufficiale dei Legionari D'Annunziani, depositato presso la fondazione del Vittoriale il 24.6.1939, apprendiamo che Antonio Grattoni era nato a Trieste nel 1903, era quindi giovanissimo ed aveva seguito D'Annunzio ecome volontario.


La medaglia, modellata dallo scultore Adolfo De Carolis ( che ha disegnato e firmato anche l'attestato) su precise indicazioni del "Vate" e realizzata dalla Johnson di Milano,  venne conferita ai legionari che presero parte alla "Marcia di Ronchi" e che arrivarono a Fiume, all'equipaggio della Regia Nave "Cortellazzo" che arrivo' a Fiume il 22.9.1919, a coloro che parteciparono ai combattimenti dal 24 al 28.12.1920 (Natale di Sangue) e a famose personalita', come Guglielmo Marconi, che contribuirono in varia misura alla causa fiumana. Si calcola che ne furono distribuite complessivamente circa 2500 esemplari. 


Fiume era una delle più floride città dell'impero austro - ungarico e quando questo si decompose alla fine della Grande Guerra e la città venne occupata dalle truppe iugoslave, gli irredentisti insorsero, accampando il fatto che Fiume era un centro etnicamente italiano.
Il 12 settembre 1919 D'Annunzio era a Ronchi con un seguito di poche centinaia di uomini; ma ad essi si unirono i legionari di Venturi e buona parte dei Granatieri di Sardegna, che avevano da pochi giorni smobilitato da Fiume. A loro si aggiunsero gli Arditi del generale Zoppi e una compagnia di fanteria. Alle porte della città contesa gli uomini al seguito di D'Annunzio erano oltre duemila, tra granatieri, arditi e fanti.
Il generale Pittaluga, successore del generale Grazioli, avrebbe dovuto obbedire agli ordini del suo superiore Badoglio e fermare con le armi questo esercito privato, formato da disertori e comandato da un uomo che si poneva in rotta col governo. Ma al gesto teatrale di D'Annunzio, che aprì il pastrano mostrando la medaglia d'oro e proclamando "Lei non ha che a far tirare su di me, Generale!", Pittaluga rispose abbracciando il poeta ed entrando con lui in Fiume.



Dopo un anno Giolitti, tornato al potere, concluse con gli alleati il Trattato di Rapallo che lasciava Fiume indipendente. D'Annunzio restava fermo nell'accettare solo ed unicamente l'annessione all'Italia del territorio di Fiume. L'ultimo atto politico rilevante del poeta fu la costituzione della Reggenza, a significare che il potere veniva comunque esercitato in nome del Re d'Italia. Il giorno di Natale del 1920 le truppe regolari entrarono in Fiume, dopo che una cannonata, sparata da una corazzata, aveva colpito la stessa residenza del Comandante. Dopo il “Natale di Sangue” i legionari, che avevano perso una cinquantina di uomini, abbandonarono Fiume indisturbati; D'Annunzio si trattenne ancora per poche settimane e poi se ne andò, indisturbato anche lui.

La firma apposta personalmente da Gabriele D'Annunzio sotto al titolo "Il Comandante" con a sinistra il suo timbro originale
Il Comandante circondato dai bersaglieri a Fiume il 3 marzo 1920
 
VERY SCARCE ITALIAN  OCCUPATION OF FIUME ORIGINAL AWARD DOCUMENT SIGNED BY GABRIELE D'ANNUNZIO
The medal was instituted on 12 September 1919 by Gabriele d’Annunzio, leader of the unofficial expedition to seize control of the port of Fiume. It was awarded to the 2,500 volunteers who participated in the expedition and to its notable supporters, such as the scientist and engineer Guglielmo Marconi. On 31 January 1926 by Royal Decree No 273 members of the Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (National Security Volunteer Militia) were given the right to wear the medal and by Royal Decree No. 1179 of 5 July 1938 this was extended to all members of the Italian Armed Forces. The medal was designed by Alfonso de Carolis as the award document. The Treaty of Saint Germain between Austria and the victorious Allies at the end of World War I granted the port of Fiume on the Adriatic opposite Trieste to the new state of Yugoslavia (then known as the Kingdom of the Serbs, Croats and Slovenes), despite its majority Italian population and having been promised to Italy during the war. Almost immediately, the Italian poet Gabriele d’Annunzio organized a force of volunteers and seized the city for Italy to tremendous popular acclaim. It was only on 24 December 1920 that the Italian government responded, shelling d’Annunzio’s headquarters and forcing his departure. The tactics and impact of a small group of volunteers prepared to use violence was not lost on an ambitious young politician named Benito Mussolini. In February 1947 Italy ceded Fiume, now renamed Rijeka, to Yugoslavia. Today the city is part of Croatia. An excellent example of a rare autographed document award.
 
   

22-10-2020