Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE DOCUMENTO DI NOMINA DI UN AMMIRAGLIO DI SQUADRA FIRMATO DA MUSSOLINI E DA VITTORIO EMANUELE III NEL 1937
Prezzo: venduto - cod. nr. 26146
L'Ammiraglio Romeo Bernotti
Documento originale, redatto il 9 dicembre 1937 a Roma, e firmato da Benito Mussolini e dal Re d'Italia e Imperatore d'Etiopia, Vittorio Emanuele III.
Il decreto imperiale attiene alla nomina dell'Ammiraglio di Squadra Romeo Bernotti a membro del Comitato degli Ammiragli.

Sulla carta fornita dal Poligrafico dello Stato e utilizzata per la stesura del decreto è visibile in controluce la filigrana con la scritta "Provveditorato Generale dello Stato". Due firme storiche in un unico raro documento.

Quello che rende eccezionale questo documento, oltre alla firma autografa congiunta di Mussolini e di Vittorio Emanuele, e' il rango del personaggio in esso citato.
Un ammiraglio di grado elevato che ebbe parte attiva nella storia della Marina Militare italiana e che fu colpevolmente messo a riposo prima dello scoppio della guerra, privando così la Regia Marina della collaboirazione e dell'esperienza di un ufficiale tra i più preparati.



Romeo Bernotti , nacque a Marciana Marina (nell'isola d'Elba) il 24 febbr. 1877 da Pietro e Giovanna Sardi. Affascinato dai racconti del nonno materno, capitano di un brigantino, e attirato dalla vita sul mare, si imbarcò come mozzo all'età di nove anni, e nel 1889 divenne allievo della Accademia navale di Livorno. Nel 1894 fu nominato guardiamarina ed ebbe negli anni successivi diversi imbarchi. Fu presente all'inaugurazione del canale di Kiel (1895), e nel 1896 fu promosso sottotenente di vascello.


Dotato di un vivo interesse per lo studio della storia navale e per le questioni di tattica e strategia,  pubblicò nel 1897 il suo primo. articolo, e da allora affiancò alla sua attività di ufficiale quella di pubblicista, approfondendo temi diversi e divenendo in breve assai conosciuto negli ambienti della marina..


Promosso tenente di vascello nel 1899 fu destinato alla direzione di artiglieria di La Spezia. Nel gennaio del 1903 riprese il mare a bordo del "Vettor Pisani" e partecipò a diverse operazioni in Estremo Oriente seguendo da vicino le vicende della guerra russo-giapponese.
Fu destinato a tenere conferenze d'arte militare anche presso organismi dell'esercito e riprese il mare nell'agosto 1910 come comandante di torpediniere. Fu inviato in Egeo durante la guerra italo-turca; promosso capitano di corvetta nel 1913, prestò servizio nell'ufficio del capo di Stato Maggiore P. Thaon di Revel.


Partecipò alla prima guerra mondiale, prima comandante del "Dardo" destinato a Valona, poi per scorta di piroscafi; preparò la difesa dell'isola di Saseno, partecipò alle operazioni di reimbarco dell'esercito serbo, poi della brigata Savona da Durazzo. Nel giugno del 1916 al comando dello "Irrequieto" ebbe un breve scontro con l'esploratore austriaco "Novaras e venne decorato con medaglia di bronzo per diverse operazioni portate in prossimità delle coste nemiche. Nel febbraio del 1917 capitano di fregata, fu comandante in seconda dell'incrociatore "S. Marco" poi comandante dell'"Aquila" fino alla fine della guerra. All'armistizio diresse le operazioni per l'occupazione di Curzola e Lesina e fu successivamente distaccato a Cattaro ove terminò il periodo d'imbarco nel febbraio del 1919.


Venne promosso capitano di vascello nel 1921 su segnalazione dei ministro per la Marina G. Sechi; nello stesso anno il Sechi gli affidò l'incarico di progettare un nuovo Istituto di guerra marittima per approfondire le conoscenze tecniche degli ufficiali. Di fatto il nuovo Istituto di guerra marittima venne inaugurato alla fine del '21 ed egli stesso lo diresse fino al 1924.
Nel giugno del 1925 assunse il comando della corazzata "Dante Alighieri". Poi, imbarcato sulla "Conte di Cavour", fu il capo di Stato Maggiore del comandante in capo dell'armata, D. Simonetti, e nel dicembre 1926 fu promosso contrammiraglio e assunse il comando della base navale di Napoli.
Nel novembre del 1928 ricevette il grado di ammiraglio di divisione mentre era stato nominato sottocapo di Stato Maggiore della marina dal dicembre 1927. In questo incarico ebbe modo di precisare le proprie proposte e le proprie convinzioni sull'organizzazione della flotta. Venne allontanato dall'incarico nell'ottobre del 1929 dopo essere entrato in urto con i suoi superiori e con Balbo per aver affermato la nessità di un'aviazione di marina e di una portaerei.


Fu presidente della commissione di collaudo degli incrociatori nel 1931, comandante dell'Accademia navale di Livorno dal 1932 al '34 e partecipò con la "Vespucci" ad una campagna navale di istruzione per gli allievi. Nel giugno '34 fu promosso ammiraglio di squadra; nel novembre assunse il comando dei dipartimento marittimo dell'Alto Tirreno. Membro del Comitato degli Ammiragli il 9 dicembre 1937, fu nominato ammiraglio designato d'armata e Presidente del Comitato degli Ammiragli il 18 aprile 1938. Nel '38 fu nominato senatore. Alla fine dello stesso anno venne collocato a disposizione in base ad una riforma degli ordinamenti della marina che limitava gli anni di permanenza nel grado di ammiraglio e il 23 febbr. 1940 passò in posizione ausiliaria.


Vista ormai imminente l'entrata in guerra, si presentò al capo di Stato Maggiore e sottosegretario della Marina chiedendo di essere riassunto in servizio o di poter prestare in qualche modo la propria opera presso il capo di Stato Maggiore. La sua richiesta venne respinta così come una sua seconda richiesta. Terminato il conflitto fu congedato definitivamente nel 1954. Proseguì la sua attività di scrittore di cose militari realizzando lavori di grande respiro. . Si spense a Roma il 18 marzo 1974. (Notizie storiche tratte da Treccani)


6-11-2021