Italia (1919-1939)
CROCE PER XXV ANNI DI ANZIANITA' DI SERVIZIO NELLA P.A.I. SENZA CORONA IN ORO PER UFFICIALI PRODUZIONE LORIOLI
Prezzo: Euro 950,00 - cod. nr. 20691
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Addis Abeba - 1940 - Alla vigilia della guerra, il colonnello ( Questore ) Umberto Presti parla ai sottufficiali della PAI. 

Questa croce, garantita originale senza limitazioni di tempo, è una delle decorazioni più rare in assoluto relativamente al periodo dell'Africa Italiana. Ne sono stati coniati, infatti, solo 90 esemplari, come si legge nella seguente descrizione.
La croce della Pai originale è quella con lo smalto nel disco e con tutti i simboli della monarchia. Nel dopoguerra tra gli anni '60 -'70, fu coniata una copia molto ben fatta (senza smalto) che ancora oggi viene venduta come originale.


Il 5 ottobre 1941 il Comando Generale della Polizia Africa Italiana ritenne che fosse il momento giusto per la realizzazione di una croce di anzianità della specialità.
La decorazione doveva essere realizzata in metallo similoro e smalto blu-rosso-bianco, munita di maglia e anello tondo per nastro; le varianti erano cinque.


Si trattava di un lavoro prestigioso e Lorioli era deciso ad aggiudicarselo. I prezzi che ne risultano variavano dalle Lire 10,50 al pezzo con corona dorata, alle Lire 7 al pezzo senza corona e bronzata.
Non contento Lorioli autoriz il suo rappresentante a Roma, tale Federici, a praticare uno sconto del 30% sui prezzi. Poichè la cosa andava per le lunghe Lorioli autorizzò una forfettizzazione del prezzo a Lire 4,50 una croce per l'altra con o senza corona. Il 19 ottobre 1941 Lorioli ricevette finalmente il bando per 2000 pezzi così distribuiti:
- 850 senza corona bronzate con la cifra X
- 200 con corona bronzate con la cifra XX
- 750 senza corona argentate con la cifra XVI
- 100 con corona argentate con cifra XXV
- 90 senza corona dorate con cifra XXV
- 10 con corona dorate con cifra XL


Il giorno 8 novembre 1941 arriva a Lorioli la conferma d'ordine con un errore clamoroso: 90 croci con metallo dorato senza corona con la cifra XXI sul verso, dove la cifra XXI non era mai stata prevista: ma Lorioli costruì uno stampo rovescio con la cifra XXI e quindi in giro, anche se poi ritirate, ci sono 91 croci con la scritta XXI.
Un altro problema sorse con la polvere d'oro necessaria alla doratura ( 10 grammi ) e la domanda venne presentata al MInistero delle Corporazioni che però il 7 gennaio 1942 rispose picche.
Il problema venne risolto accontentandosi di un'ottonatura che in qualche modo potesse assomigliare al colore dell'oro. I pezzi prodotti da Lorioli sono, infatti, tutti ottonati.

La consegna definitiva registra 91 croci senza corona dorate e smaltate con la cifra XXI chd furono sostituite con 87 altre croci senza corona e la cifra XXV alle quali se ne aggiunsero altre 3 successivamente. Sono quindi in tutto 90 le croci come questa coniate da Lorioli.


A prima vista sembrerebbe che il conferimento di questa decorazione non sia mai potuto avvenire in quanto la P.A.I. si sciolse addirittura prima del decennale della sua costituzione. In realtà esiste un'ampia documentazione fotografica dove si vedono i medaglieri di alcuni ufficiali con il nastrino dai colori previsti nel regolamento.
Proprio il regolamento ci offre la spiegazione indicando il metodo di calcolo per gli anni di anzianità che prevede nel computo del servizio effettivo anche tutti gli anni di servizio prestato in altre Forze Armate dello stato. Inoltre ogni campagna di guerra veniva valutata un anno oltre al periodo di servizio nella P.A.I. che veniva valutato con un aumento della metà per i primi due anni e di un terzo per il tempo successivo.
Carlo Andrea Castellina nel suo articolo pubblicato sulla rivista Uniformi & Armi nr. 140 dal quale abbiamo tratto le notizie sulle croci Lorioli, suppone che la stranezza su gli anni di anzianità di queste croci relativamente al numero ordinato a Lorioli, sia stata determinata dal personale vivente al momento dell'istituzione della decorazione e dotato di quelle anzianità di servizio. Sembrerebbe quindi che si sia trattato di qualcosa di costruito a posteriori e non programmato per un eventuale futuro.


Il Consiglio dei Ministri del 4 luglio 1936, stabilì ufficialmente la costituzione di un Corpo di Polizia Coloniale, poi formalizzata giuridicamente con l'emanazione del Regio decreto-legge del 14 dicembre 1936 n.2374. L'organismo che si andava creando era chiamato a fronteggiare le nuove esigenze e doveva essere caratterizzato da specifiche qualità di preparazione e di idoneità tecniche.
Si voleva disporre di una forza di pubblica sicurezza che nei territori dell'impero potesse fronteggiare tutti quei problemi che non potevano essere risolti dai carabinieri i cui organici nelle colonie, erano piuttosto contenuti. Al tempo stesso il nuovo Corpo avrebbe assunto tutte le funzioni di polizia coloniale, escludendo da tale campo Carabinieri, Finanza e Forestale che avrebbero dovuto mantenere solo le mansioni pertinenti alle loro precipue attività istituzionali .
Il 25 gennaio 1937 veniva nominato il capo della polizia coloniale nella persona di Riccardo Maraffa, colonnello di artiglieria che, con questo incarico, assumeva una qualifica equiparata al grado di generale di divisione. Si trattava di un ufficiale di quarantasette anni ritenuto in possesso di grandi capacità di organizzatore e dotato di vasta cultura.
Era nato in provincia di Gorizia da famiglia di tradizioni militari, di origine piemontese. Viene ricordato dai suoi collaboratori  come un organizzatore nato, ricco di intuizioni in anticipo sui tempi, lavoratore accanito. Aveva avuto modo di maturare una notevole esperienza nel settore dell'amministrazione delle colonie, avendo ricoperto per diversi anni l'incarico di capo dell'Ufficio Militare nell'ambito del ministero delle Colonie.
A lui viene unanimamente riconosciuto il merito di avere creato, grazie alle sue spiccate doti personali, una struttura organizzata ed efficiente, rafforzata da un saldo spirito di corpo. Si era battuto per assicurare alla PA.I. quanto di meglio si potesse reperire in fatto di armamenti, vestiario ed equipaggiamento (invidiati dalle altre forze armate) ed, inoltre, ebbe modo di avvalersi di personale particolarmente selezionato (ufficiali, sottufficiali e guardie) attraverso rigorose procedure concorsuali.

( Notizie storiche ricavate dal sito "CSP Storia della Polizia" e dal volume "PAI" di Raffaele Girlando edito da Italia Editrice )
  

 

20-6-2017