Italia (1919-1939)
RARISSIMA BUSTINA ORIGINALE DEL PARTITO FASCISTA SAMMARINESE
Prezzo: fornito su richiesta - cod. nr. 26226
Un distintivo identico a quello montato sulla bustina

Questa rarissima bustina originale era sicuramente destinato ad un funzionario del Partito Fascista Sammarinese anche se non è certa la sua attribuzione ad un grado specifico.


Molti sono, infatti, i fregi romboidali utilizzati dal PNF ed uno in particolare ricorda le caratteristiche di questo fregio sammarinese: quello da Vice Podestà, identico nella forma e nel disegno a parte i colori e il fascio che è, ovviamente, quello Littorio.
E' probabile quindi che questo fregio fosse destinato ad un funzionario della gerarchia del Partito Fascista Sammarinese, in posizione secondaria rispetto al suo superiore che probabilmente aveva lo stesso fregio con il fascio dorato.


Sul fronte del fez è applicato un fascio primigenio ricamato in bianco-azzurro. Entrambi questi bellissimi fregi sono attribuibili alla produzione della ditta Tanfani & Bertarelli di Roma, specializzata nella produzione di fregi per il Partito Nazionale Fascista, la Milizia e le Forse Armate.


L'uniforme indossata dagli iscritti al P.F.S. (Partito Fascista Sammarinese) era molto simile a quella degli iscritti al P.N.F. in Italia, con l'unica differenza dell'utilizzo del fascio primigenio (o repubblicano) invece di quello littorio.
La prima versione dell'uniforme ricalcava quella delle squadre d'azione, prevedendo la camicia nera o giubbino nero con fregio sul petto riproducente un ovale bianco-azzurro caricato del fascio ricamato in oro o in blu.
Sulla camicia erano applicate spalline bianche e un cordone intrecciato del medesimo colore era montato dalla spallina sinistra sotto il braccio sinistro. Completavano l'uniforme il caratteristico fez nero con fiocco "alla borghese" e il pantalone grigioverde o nero.


Dalla metà degli anni Trenta, ridimensionato l'aspetto squadristico ed allineatasi ai regolamenti italiani, l'uniforme consisteva semplicemente nella camicia nera, nel pantalone nero da cavallo e nel fez, modello 1931. Solamente i gerarchi facenti parte del Direttorio centrale o di quello dei Castelli portavano sul petto un distintivo a forma di scudo bicolore bianco-azzurro con il fascio ricamato.


Nel 1938 la Milizia in Italia introdusse l'uso della bustina, intesa come un copricapo funzionale. Tuttavia la maggior parte delle bustine  erano puramente ornamentali. La fronte era in un sol pezzo e le due estremità superiori delle falde erano cucite insieme. E' molto probabile che questo funzionario del Partito Fascista Sammarinese, abbia voluto arricchire la sua uniforme con una bustina che, assai meglio del fez, contribuiva a dare un aspetto militaristico al suo possessore.   La bustina è in condizioni eccezionali di conservazione, completo del suo interno in seta blu e fascia parasudore in pelle marrone chiaro. La taglia è media (58/59). Si tratta di un pezzo di estrema rarità, degno di figurare nelle migliori collezioni o in un museo.

Nel 1922 anche a San Marino vi furono violenti scontri tra molti rifugiati politici di fede anarchica o socialista, alcuni si erano anche macchiati di gravi crimini e venivano protetti dalla Repubblica del Titano, e gli squadristi locali. Il governo sammarinese chiese e ottenne il prestito di venti carabinieri italiani per far fronte al tentativo di scatenare una insurrezione popolare anarchico-socialista nella Repubblica.
In questo clima infuocato furono i fratelli Gozi a fondare il 10 agosto 1922 il partito fascista Sammarinese. Il 1° aprile 1923, a seguito di una votazione popolare, il P.F.S. ndò al governo con la prima Reggenza fascista di Giuliano Gozi e vi resterà fino al 27 luglio 1943 quando si sciolse. (Notizie storico-collezionistiche tratte dall'articolo di Luca Maiorano pubblicato sul nr.17 della rivista Milites del maggio 2006)

 
 
 

4-12-20211