Italia (1940-1943)
RARO DISTINTIVO DEL REGIO SOMMERGIBILE "ARGO" OPERANTE IN ATLANTICO DALLA BASE DI BORDEAUX (BETASOM)
Prezzo: venduto - cod. nr. 25837
L'emblema dei sommergibilisti atlantici in leggero rilievo sulla copertina del calendario del 1942

Bellissimo distintivo originale indossato dai membri dell' equipaggio del Regio Sommergibile "Argo", inviato ad operare in Francia, appena costituita la base atlantica di Bordeaux, alle dipendenze di "Betasom", il comando delle Forze Subacquee Italiane in Atlantico.


Il distintivo realizzato in metallo dorato con un lungo spillo posteriore si differenzia da quelli degli altri sommergibili per la presenza della grossa "A" rossa che indica la sua appartenenza alla flotta atlantica.E' stato il primo distintivo di questo genere fatto realizzare per i membri dei sommergibili che operavano dalla base di Bordeaux.Veniva portato con orgoglio in aggiunta quello ufficiale da petto, e tollerato dai comandi anche se mai auto ufficializzato da alcuna disposizione. Misura 20 x 15 mm.


Il 25 luglio 1940, il ministero della Marina italiano ottenne l'autorizzazione allo schieramento di un certo numero di sottomarini in appoggio alla Germania nazista per la guerra nell'oceano Atlantico. Il luogo prescelto per la sede delle operazioni fu la città di Bordeaux, dove fu costruita una base navale a cui fu assegnato il nome in codice di BETASOM. Il nome era un acronimo ottenuto dall'unione della prima lettera della parola «Bordeaux» - espressa con il nome della lettera dell'alfabeto greco equivalente dal punto di vista fonetico («beta») - e la prima sillaba della parola «sommergibile».
La strategia sarebbe stata impostata insieme all'alleato tedesco, ma dal punto di vista tattico e disciplinare i vari battelli avrebbero operato sotto la responsabilità dei rispettivi comandi
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La base era costituita da due darsene intercomunicanti attraverso una chiusa. Inoltre, la presenza di bacini di carenaggio rendeva possibile la messa a secco degli scafi per le necessarie operazioni di revisione e riparazione.
Il personale era alloggiato in apposite casermette ottenute dalla conversione di alcuni magazzini. La sorveglianza interna era affidata a reparti dei carabinieri, mentre il presidio della base era affidato ad un battaglione del Reggimento San Marco. A disposizione degli equipaggi, era stanziato nella base anche il transatlantico francese, Admiral de Grasse.  
L’Italia, al momento dell’entrata in guerra, possedeva oltre un centinaio di sottomarini, ma solo una quarantina erano adatti alle crociere oceaniche. La scelta dei mezzi destinati a BETASOM coinvolse quindi solo queste unità. La base atlantica ospitò complessivamente 32 sottomarini.


Per raggiungere l’Atlantico, tutti i sottomarini italiani furono costretti ad attraversare lo stretto di Gibilterra, dov'è tuttora situata una grande base navale della Royal Navy. Il passaggio non fu esente da difficoltà, anche a causa delle correnti marine, ma avvenne senza incidenti. Successivamente, furono integrati nella flotta altri quattro sommergibili, provenienti dall’Africa Orientale Italiana. In vista dell’imminente caduta dell’Eritrea (che ospitava l’importante base navale di Massaua) si decise, infatti, di evacuare tutto ciò che rimaneva della componente subacquea della marina “coloniale”, in modo da non farla cadere in mani inglesi. Questi battelli raggiunsero BETASOM circumnavigando l’Africa con l'ausilio della nave corsara tedesca Atlantis, che si occupò del rifornimento in alto mare delle quattro unità.


I sommergibili italiani svolsero la prima fase del loro ciclo operativo nell'Atlantico Settentrionale e, successivamente, nella zona equatoriale. Dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti, svolsero alcune crociere anche presso le coste nord-americane. Nel luglio-agosto 1941, a causa dell’andamento negativo della guerra nel Mediterraneo, fu ordinato il rientro di una decina di battelli. Questa volta, il passaggio attraverso Gibilterra comportò la perdita di un sottomarino, il Glauco.
A partire dal 1943, alcuni sottomarini italiani vennero utilizzati per operazioni di trasporto di materie prime dall’Europa al Giappone.
La base fu operativa fino all’8 settembre 1943. Il comandante Enzo Grossi, che aderì alla Repubblica di Salò, condusse i sommergibili Bagnolini e Finzi (gli unici due presenti in rada in quel momento) nella darsena tedesca, dopo aver ascoltato il parere, largamente consenziente, degli equipaggi.
Nel corso delle loro missioni in Atlantico i sommergibili di Betasom affondarono complessivamente 109 navi per 593.864 tonnellate di stazza lorda.


Al comando del TV Alberto Crepas, l'Argo prese il mare per la sua prima missione in Atlantico la sera del 22 novembre 1940.Il 1* dicembre avvistò ed attaccò il cacciatorpediniere inglese "Saguenay", colpendolo e danneggiandolo. Durante questa prima missione l'Argo affondò la Mn britannica "Silverpine" riuscendo poi a sfuggire alla caccia delle navi di scorta. la seconda missione in Atlantico ebbe inizio il 27 febbraio 1941, portando il sommergibile in acque irlandesi. In maggio operò nelle acque di Gibilterra e successivamente in quelle di Lisbona, dove venne attaccato da un cacciasommergibilie e danneggiato, riuscendo a rientrare alla base  il 12 giugno. L'11 ottobre 1941 l'Argo salpò da La Pallice per fare ritorno in patria. dislocato alternativamente nelle sedi di Napoli e Cagliari.
 ( Foto tratte dal volume "Cento Sommergibili non sono tornati" scritto dal Comandante Teucle Meneghini e pubblicato dal Centro Editoriale Nazionale nel 1980 )
 

L'ammiraglio Doenitz, Comandante in Capo dei sommergibili germanici, passa in rivista gli equipaggi dei sommergibili italiani giunti da pochi giorni nella base atlantica di Bordeaux. Sulla destra nella foto l'ammiraglio Parona, Comandante Superiore delle Forze Subacquee italiane nell'Atlantico.
 
 
 

15-7-2021