Italia (1919-1939)
SPLENDIDO E RARISSIMO DISTINTIVO D'ONORE MVSN DA PETTO PER I "SANSEPOLCRISTI"
Prezzo: Euro 900,00 - cod. nr. 26328

Bellissimo e rarissimo distintivo in ottone smaltato prodotto e marcato sul retro dalla ditta "F.M. Lorioli Fratelli Milano-Roma".
Il distintivo ha la sagoma di un'aquila stilizzata ad ali ripiegate in smalto nero, con al centro una fiamma rossa tra due rami di quercia e alloro. Subito sotto la sigla in smalto bianco "MVSN" inserita all'interno di una cornice dorata aperta che prosegue lungo i bordi del distintivo.

 Ai quattro angoli altrettanti fori per cucire il distintivo al petto della divisa.
L'iconografia rimanda al "distintivo d'onore" creato da Mussolini, in occasione del decennale della Marcia su Roma, per gratificare i Sansepolcristi cioè i partecipanti alla storica adunata di Piazza San Sepolcro a Milano, durante la quale vennero fondati i Fasci di Combattimenti.
Il distintivo aveva la forma di uno scudetto al centro del quale campeggiava un grande fascio littorio nascente da una fiamma rossa. Era ricamato in stoffa da portare cucito sul petto o sulla manica della divisa e in metallo smaltato per l'abito borghese.
Si suppone quindi che questo distintivo sia stato commissionato alla Ditta Lorioli dal comando della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale per gratificare quei membri che erano anche "Sansepolcristi" della prima ora.

Tutti costoro occupavano sicuramente, dieci anni dopo l'adunata, posti di prestigio nella gerarchia della M.V.S.N. il che giustifica la eccezionale qualità dell'esemplare.
La lista originaria dei primi aderenti al movimento conteneva poco più di un centinaio di nomi. Dalla lista dei sansepolcristi sarebbero in seguito scomparsi non soltanto i militanti deceduti ma anche quelli che furono espulsi (alcuni entrarono anche nelle file dell'antifascismo) e che furono sostituiti da nuovi nomi. 
Mussolini, che fino allo scoppio della prima guerra mondiale era dirigente socialista e, dal 1912, addirittura direttore de l'Avanti!, dopo un'iniziale adesione alla linea di neutralismo del partito, divenne interventista e allora il 20 ottobre del 1914 si dimise dalla direzione del giornale. In novembre realizzò un suo quotidiano, "Il popolo d'Italia", ultranazionalista, radicalmente schierato su posizioni interventiste a fianco dell'Intesa. Espulso immediatamente dal Psi, qualche anno dopo, nel '18, ruppe anche gli ultimi legami ideologici con l'originaria matrice socialista, in nome di un superamento dei tradizionali antagonismi di classe. Finita la guerra, nel 1919 fondò i fasci di combattimento. Il nuovo movimento era inizialmente noto come "Sansepolcristi" (da P.zza San Sepolcro a Milano,dove il 23 Marzo 1919 furono fondati i "fasci italiani di combattimento"e fu emanato il "Programma di San Sepolcro" ) che non a caso fece leva sul disagio diffuso soprattutto tra i ceti medi, i militari e gli ex combattenti,per ottenere un consenso sempre maggiore, rivendicando inoltre la cosiddetta "vittoria mutilata" in cui l'Italia non aveva ottenuto il giusto riconoscimento ai suoi sacrifici, bellici e umani,che aveva sostenuto. Analizzando il "Programma di San Sepolcro" possiamo notare tra gli altri punti trattati da Mussolini e i "Sansepolcristi", una serie di provvedimenti volti a cercare di risolvere la difficile situazione sociale instauratasi nel Paese all'indomani della fine della guerra: tra le altre cose si chiede una legge che sancisca la giornata legale di otto ore di lavoro,una modifica alla legge sull'assicurazione e sulla vecchiaia (la pensione potremmo dire) con abbassamento del limite di età da 65 a 55 anni.

 

27-12-2021