Italia (1919-1939)
RARO TAGLIACARTE "I GLORIOSI CONTI" CON PROFILO CONTINUO DI MUSSOLINI
Prezzo: Euro 380,00 - cod. nr. 26047
Il Conte Grande in un dipinto d'epoca
Cartoncino pubblicitario dell'epoca, di un agente autorizzato per la commercializzazione della scultura in diversi formati e materiali
La pagina del volume "Ieri ho visto il Duce" che riproduce un tagliacarte identico
Bellissimo, e altrettanto raro, tagliacarte in ottone ( annerito dal tempo ), realizzato con l'impugnatura che raffigura il "profilo continuo" di Mussolini. Sulla lama è incisa la scritta "I GLORIOSI CONTI", tra due nodi Savoia, che sta ad indicare che l'oggetto è stato realizzato per conto del "Lloyd Sabaudo", una società di navigazione costituita a Torino nel 1906.
La compagnia dopo avere avviato un servizio Genova - Napoli - Palermo - New York, nel 1907 avviò un servizio passeggeri tra Genova e Buenos Aires. Nel 1912 la sede venne trasferita da Torino a Genova e nel 1913 venne costituita una filiale, "Marittima Italiana" per gestire i servizi verso il Vicino Oriente, il Mar Rosso, l'Africa orientale, l'India e l'Estremo Oriente.
Le prime unità della flotta furono ordinate ai cantieri britannici e più precisamente le due più importanti unità, Tomaso di Savoia e Principe di Udine, furono destinate alla linea del Sud America, mentre un terzetto di piroscafi di caratteristiche più orientate al traffico di emigrazione, Regina d'Italia, Re d'Italia e Principe di Piemonte, vennero progettate per la rotta del Nord Atlantico con meta New York.

Dopo circa otto anni di esercizio la Compagnia si orientò verso l'uso sulla linea tra l'Italia e New York, di unità più prestigiose di quelle fino ad allora in attività ed di conseguenza si rivolse nuovamente ai costruttori britannici ordinando a questi una coppia di piroscafi di circa 15000 TSL che avrebbero dovuto assumere i nomi di Conte Rosso e Conte Verde. Purtroppo lo scoppio della Grande Guerra non permise a queste navi di entrare a far parte della flotta del Lloyd Sabaudo; mentre il Conte Rosso venne requisito sullo scalo e convertito nella HMS Argus, una delle prime navi portaerei della Royal Navy, lo scafo del Conte Verde non venne neanche impostato.
Terminato il primo conflitto mondiale, il Lloyd Sabaudo, che si proponeva come diretto antagonista della N.G.I. (Navigazione Generale Italiana ) sulle rotte delle due Americhe, potè riprendere la sua politica di espansione della flotta societaria, immettendo in servizio nel corso degli Anni Venti quattro turbonavi di elevate caratteristiche di tonnellaggio e classe, del tutto paragonabili alle migliori unità che in quegli anni navigavano sull'oceano Atlantico: Conte Rosso, Conte Verde, Conte Biancamano e Conte Grande.
Queste ultime splendide navi, il cui nome era sempre preceduto dal titolo "Conte", furono presto conosciute come "I Gloriosi Conti".

Questo tagliacarte era quindi un oggetto promozionale creato dalla Compagnia armatrice utilizzando quella che negli anni trenta costituiva la più famosa realizzazione artistica del momento per rappresentare il Duce.
Il nome dello scultore Renato Bertelli (Lastra a Signa 1898 - Firenze 1993), è legato a quest'opera dal significato particolare, meglio conosciuta come "Profilo continuo del Duce" (o Ritratto rotante di Mussolini) realizzata nel 1932.

La scultura, brevettata e riprodotta in numerose versioni di varie dimensioni (marmo, metallo, maiolica, porcellana, legno e materiale autarchico), riproduce, da qualsiasi punto la si osservi, il profilo di Mussolini; inizialmente destinata all'arredamento delle sedi del P.N.F. e a quelle dei Gruppi Rionali Fascisti, trovò ben presto posto anche nelle case degli italiani.
Degli esemplari di grande formato di questa pregevole opera di sintesi e dinamismo, risultano conservati attualmente solo pochi pezzi, tra cui la copia esposta presso la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze ed un'altra all'interno del Imperial War Museum di Londra. Si presume che altre opere di grandi dimensioni vennero irrimediabilmente distrutte durante la caduta del Regime Fascista nel luglio 1943.
Un tagliacarte identico è riprodotto a pagina 199, nel capitolo destinato ai pugnali e tagliacarte, del 1° volume della trilogia "Ieri ho visto il Duce", pubblicata da Ermanno Albertelli Editore e realizzata da Maffei, Raspagni e Sparacino.
 

8-10-2021