Italia (1940-1945)
BELLISSIMA MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE ASSEGNATA AD UN UFFICIALE AFFONDATO CON IL SUO SOMMERGIBILE NEL 1940 AL LARGO DI BORDEAUX
Prezzo: venduto - cod. nr. 19063
Il Regio Sommergibile in un'azione di guerra nel Mediterraneo
Il sommergibile "CAPITANO TARANTINI".
(Foto gentilmente offerta da Erminio Bagnasco and Achille Rastelli)
Il sommergibile britannico H.S.M. Thunderbolt che non era altro che H.M.S. Thetis, un sommergibile affondato e riportato in servizio. Eventualmente, il Thunderbolt sarà poi affondato il 14 marzo del '43 dalla corvetta Cicogna.

Straordinaria Medaglia di Bronzo al Valor Militare "postuma" concessa al Capitano Direttore Macchine Augusto Raiteri, imbarcato sul sommergibile "Tarantini" affondato in Oceano Atlantico il 15 dicembre 1940. La medaglia in bronzo, con il punzone "Zeta coronata" della Regia Zecca e le iniziali "F.G", cioè con le iniziali di Ferraris Giuseppe, capo della zecca di Torino nel 1833, completa del suo nastro originale azzurro è un bellissimo primo modello con attacco a cambretta avente una luce di 16,5 mm,  del tipo utilizzato dai primi mesi dell'anno 1916 in avanti.
 
Questa medaglia è stata concessa "alla Memoria - Sul Campo" con la seguente motivazione: "Imbarcato su sommergibile, partecipava ad una lunga , ardita missione di guerra, dimostrando, in ogni circostanza , elevato senso del dovere e superbe virtù militari. Al termine della missione, in seguito a siluramento nemico , stoicamente incurante della propria salvezza , si prodigava con tutte le sue energie nel supremo tentativo di evitare la perdita dell’unità con la quale eroicamente si inabissava” Oceano Atlantico , 15 dicembre 1940.
La medaglia fu assegnata in commutazione della Croce di Guerra al Valore Militare “alla memoria” concessa con determinazione del 26 febbraio 1941 con la seguente motivazione: “Partecipava , col sommergibile sul quale era imbarcato, a una lunga e difficile missione di guerra, dimostrando elevate doti militari. Al termine della missione stessa perdeva gloriosamente la vita in seguito all’affondamento della propria unità, silurata dal nemico.” Oceano Atlantico 15 dicembre 1940.

La medaglia fu consegnata alla famiglia del Capitano Raiteri ma non si sa se già con l'incisione effettuata al pantografo oppure senza incisione che venne eseguita successivamente come sembrerebbe indicare la località "Largo di Bordeaux" anzicchè "Oceano Atlantico". Questa seconda ipotesi è avvalorata anche dal fatto che si tratti di una medaglia ufficiale della Zecca mentre generalmente le medaglie consegnate sul campo dalla Regia Marina erano prodotte dalla ditta Pagani di Milano. Comunque, qualunque sia la realtà, niente ne può sminuire l'eccezionale valore storico e collezionistico.

Il Regio Sommergibile "Capitano Tarantini" ( intitolato alla medaglia d'oro al Valor Militare Raffaele Tarantini ) era uno dei quattro battelli della classe “LIUZZI” , tutti costruiti nei cantieri Tosi di Taranto fra il 1938 e il 1940. Era stato impostato il 5.4.1939, varato il 7.1.1940 e consegnato alla Marina il 16.1.1940. Aveva una lunghezza di 77,05 metri ed era armato con 8 tubi lanciasiluri da 533 mm (4 a prora e 4 a poppa); 1 cannone da 100 mm/47 cal.; 2 mitragliere antiaeree binate da 13.2 mm. Il suo equipaggio era composto da 57 uomini, di cui 7 ufficiali. Il

Il 10 giugno 1940, all’entrata in guerra dell’Italia, era in missione al largo di Creta al comando del capitano di corvetta Alfredo Iaschi; l’indomani cercò infruttuosamente di silurare una nave cisterna stimata in circa 7000 tsl (il siluro era difettoso); fece poi ritorno a Taranto (la sua base) il 16 giugno. Il 27 giugno 1940 partì per la sua seconda missione, al largo di Haifa; il giorno successivo fu attaccato da aerei nel Mar Ionio ma non riportò danni. Il 29 giugno lanciò un siluro contro un cacciatorpediniere britannico (verosimilmente il Dainty, che era fra le unità che due giorni prima avevano affondato il sommergibile Liuzzi, gemello del Tarantini) al largo di Capo Matapan (Creta); il lancio ebbe esito negativo ma ebbe esito negativo anche la caccia condotta dalla nave inglese contro il Tarantini. Verso le undici di sera dell’11 luglio cercò di silurare il piroscafo panamense Beme (3040 tsl) al largo di Haifa; dopo averlo mancato, lo immobilizzò a cannonate e, dopo averlo fatto abbandonare dall’equipaggio, lo colpì con un siluro affondandolo. Il Tarantini svolse altre due missioni in Mediterraneo, dopo di che se ne decise l’invio in Atlantico.

Il 31 agosto 1940 partì da Trapani, attraversando lo stretto di Gibilterra il 10 settembre; restò poi in pattugliamento al largo delle Azzorre fino al 29, dirigendo poi per Bordeaux, sede della base italiana di Betasom, dove arrivò il 5 ottobre.

Al momento dell'affondamento il “Tarantini” era di rientro dalla sua prima missione in atlantico. Partito da Bordeaux l’11 novembre diretto verso l’atlantico settentrionale a nordovest dell'Irlanda, incontrò da subito mare in tempesta di eccezionale violenza che misero a dura prova il battello ed il suo equipaggio: poco dopo la partenza un’onda ferì il comandante in seconda, tenente di vascello Attilio Frattura che resterà inabile per tutta la missione. Il 2 dicembre avvistò un convoglio ma non poté procedere all’attacco perché avvistato dalle unità di scorta e sottoposto ad intensa caccia che durò 24 ore con 106 bombe di profondità lanciate , senza però , grazie alla perizia del comandante , subire danni rilevanti. Il 5 dicembre cadde in mare, annegando, il secondo capo nocchiere Sergio Ciotti. Nello stesso giorno subì nuovamente caccia antisommergibile per circa dodici ore, uscendone indenne.
Il 9 dicembre il battello iniziò la navigazione di rientro. Alle 8.35 del 15, mentre, sotto la scorta di tre unità costiere tedesche, stava per imboccare l’estuario della Gironda, fu avvistato dal sommergibile HMS Thunderbolt, che da una settimana stava in agguato al largo dell’estuario in attesa di preda e che alle 9.20 gli lanciò sei siluri da circa 3600 metri: alle 9.24 il Tarantini fu centrato da una delle armi ed affondò in pochi istanti in posizione 45°25' N e 1°22' O. Si salvarono, perché in plancia , il comandante in seconda Frattura e quattro fra sottufficiali e marinai. A nulla valse l’arrivo sul posto di unità italiane e tedesche per cercare di salvare gli uomini ancora intrappolati vivi nello scafo. In un primo momento si pensò che la perdita del sommergibile italiano fosse stata causata da una mina non rilevata.
La storia dell'affondamento con la citazione del Capitano Raiteri è descritta sul libro “Cento Sommergibili non sono tornati” a pag. 555 ( “Iaschi continuò sino all’ultimo istante ad impartire ordini ad alta voce al direttore di macchina, capitano Raiteri, che in camera di manovra cercava in ogni modo di impedire all’acqua di entrare.” )

Il sommergibile inglese “Thunderbolt” era in effetti il sommergibile già “Thetis” ( da cui il famoso libro “Uomini sul fondo” in cui è menzionato alla fine del capitolo XVII l’affondamento del “Tarantini” ) il cui tragico affondamento , avvenuto il 1° giugno 1939 al largo di Portsmouth , durante la sua prima prova di immersione , con la perdita di 100 persone ed il salvataggio di solo 4 , destò la commozione del mondo intero. In seguito il sommergibile fu recuperato e rimesso in efficienza cambiandogli il nome ed operando dapprima in Atlantico, poi in Mediterraneo per poi far ritorno in patria ed essere modificato ed adibito al trasporto dei mezzi d’assalto inglesi. Il 3 gennaio 1943 rientra in Mediterraneo e a largo di Palermo rilascia gli operatori che affondano l’incrociatore “Ulpio Traiano” in allestimento nel cantiere siciliano .
Dopo due mesi ritorna alle normali missioni , e da Malta parte per la sua settima missione al largo di Capo S.Vito ( Sicilia ), nella notte tra il 12 e 13 marzo avvista un convoglio scortato da alcune corvette , si porta all’attacco e danneggia con il siluro il piroscafo “Esterel” , avvistato dalla corvetta “Cicogna” al comando del C.C. Augusto Migliorini ( già comandante in atlantico del smg “Torelli” ) viene sottoposto ad intensa ed accanita caccia che si conclude il mattino del 14 con l’affondamento dell’unità subacquea con la perdita dell’intero equipaggio.

Il Capitano G. N. ( D.M. ) Augusto Raiteri era nato a Roma il 1° luglio 1901. Si era arruolato quale iscritto di leva nel compartimento marittimo di Civitavecchia con la classe 1901 per la ferma di anni 2 il 3 maggio 1921. Giunto al corpo e classificato marinaio il 6 maggio 1921. Ammesso all’Accademia Navale per seguire il 18° corso per ufficiali di complemento il 21 febbraio 1922. Aspirante Sottotenente macchinista di complemento il 1° novembre 1922. Sottotenente macchinista di complemento nella Regia Marina dal 16 giugno 1923 con R.D. 14 giugno 1923 e chiamato temporaneamente in servizio attivo e congedato il 16 aprile 1924. Sottotenente D.M. di complemento con R.D. 21 dicembre 1924. Chiamato in temporaneo servizio attivo dal 30 luglio 1926. Tenente D.M. di complemento dal 30 aprile 1927 , R.D. 19 marzo 1927. Congedato dal temporaneo richiamo in servizio attivo dal 14 giugno 1929 D.M. 21.6.1929. Capitano D.M. di complemento R.D. 30 aprile 1934. Richiamato in temporaneo servizio attivo dal 25 giugno 1935 D.M. 12 luglio 1935 e congedato dal 29 agosto 1937 D.M. 9 ottobre 1937. Richiamato in temporaneo servizio attivo per esigenze militari dipendenti dallo stato di guerra dal 10 agosto 1940 D.M. 24 ottobre 1940.
Dall’ estratto del foglio matricolare risulta inoltre imbarcato sui seguenti sommergibili : Provana , F2 , F10 , F5 , Pisani , Torricelli, Corridoni, Da Procida e Tarantini , oltre ad essere assegnato alla 7à squadriglia MAS di Augusta e sulla R.N. Libia .
Risulta inoltre insignito delle seguenti decorazioni al valore : Medaglia di Bronzo al Valore Militare , come Capitano D.M. del Regio Sommergibile “Torricelli” con la seguente motivazione:
“Direttore di macchina del sommergibile Torricelli durante una rischiosa missione di guerra sulle coste spagnole assolveva con serenità , perizia ed intelligenza il proprio incarico coadiuvando efficacemente il comandante nell’attacco all’incrociatore rosso Cervantes che , nella baia di Cartagena , veniva silurato e gravemente danneggiato.” Baia di Cartagena , 22 novembre 1936. Durante le Operazioni Militari in Spagna furono concesse solo 27 M.B.V.M. a personale della Regia Marina.
Croce di Guerra al Valore Militare , come Capitano D.M. del regio sommergibile “Torricelli”
( “General Sanjurjo” ) , in commutazione di Croce Merito di Guerra precedentemente concessa , con la seguente motivazione:
“In qualità di direttore di macchina di un sommergibile spagnolo , prese parte a diverse missioni di guerra; in una delle quali fu affondata una nave mercantile rossa e seriamente danneggiata altra; dimostrando in ogni circostanza alta competenza , energia e spirito di sacrificio.” Acque di Spagna , Aprile- Luglio 1937.

 

 4-12-2013