Italia R.S.I.
RARO CIONDOLO IN METALLO ARGENTATO DELLA 42° COMPAGNIA DEL BATTAGLIONE ALPINO "AOSTA".
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 25959

Bellissima medaglia ottagonale in metallo argentato raffigurante un alpino sciatore con il cappello e un MAB (Moschetto Automatico Beretta) a tracolla, impegnato in una discesa con sull sfondo alcune cime montuose.
In basso inciso il nome della compagnia "LA VALANGA!". Sul retro è raffigurato un crocifisso di montagna con davanti una donna inginocchiata In alto, sopra alcune nuvole, la frase "DIO CON VOI".


La medaglia ha due fori quadrati sopra e sotto attraverso i quali veniva fatto passare un laccio di cuoio per appenderla al bottone della tasca sinistra della guacca dell'uniforme.Misura 35 mm di larghezza e pesa 24 grammi. Queste medaglie, spesso regalate da madri, mogli o fidanzate venivano indossate fuori ordinanza come portafortuna dai soldati al fronte.


La canna che spunta dalla spalla dell'alpino sciatore è indubbiamente quella di un fucile Mab che, creato nel 1938, venne adottato inizialmente dalla Polizia dell'Africa Italiana e solo nel 1941 anche da alcini reparti delle forze armate del Regio Esercito. Da questo particolare possiamo datare la medagli al periodo 1941-1943 quando il Battaglione "Aosta", del quale faceva parte la 42° Compagnia "La Valanga", era impegnato con la Divisione Alpina "Taurinese" nelle operazioni sul fronte occidentale fino al gennaio del 1942 quando fu trasferito in Albania per la campagna greco-albanese. e combattè in Montenegro meritandosi 2 medaglie d'argento al V.M.


Trasferito da Ragusa a Mostar fu messo a disposizione della Divisione "Cacciatori degli Appennini" per efftuare ricognizioni e rastrellamenti. A maggio, rientrato nei ranghi della Divisione Taurinense partecipò con il resto della divisione, all'operazione "Trio" volta a liberare dai partigiani il territorio fra la Bosnia Settentrionale, , il Montenegro e l'Erzegovina. A gennaio del 1943 rimase a presidiare Foca dove, il 4 aprile, fu assediato da ingenti forze partigiane sino al 5 maggio quando fu liberato da una colonna di soccorso. Raggiunto a settembre dalla notizie dell'Armistizio, i resti del reparto furono accerchiati, catturati e internati dalle forze tedesche. 

 
   

12-9-2021