Italia (1919-1939)
DUE RARISSIME MEDAGLIE AL VALOR MILITARE DI BRONZO E ARGENTO ASSEGNATE AD UN ARDITO DEL IX° REPARTO D'ASSALTO SUL COL MOSCHIN E ASOLONE 1918
Prezzo: venduto - cod. nr. 21376
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Due rarissime medaglie al Valor Militare di Bronzo e Argento assegnate ad un ardito del "IX Reparto d'Assalto",, forse il più famoso reparto con le "Fiamme Nere" sul colletto, per le sue eroiche imprese compiute nella regione del Monte Grappa durante la nostra controffensiva del giugno 1918.
La leggenda vuole che il nero si ispirasse al colore simbolo dei Carbonari veneziani che nel 1848 avevano combattuto contro gli austriaci. Ma il nero, tinta che si addiceva molto bene a dei combattenti che si facevano chiamare "Cavalieri della Morte", era anche l'unico colore non ancora utilizzato per le fiamme del Regio Esercito. In seguito vennero adottate anche le fiamme cremisi per i complementi dei bersaglieri e quelle verdi per i repartid'assalto degli alpini.

La prima medaglia ricevuta dall'ardito Aldo Bignamini è quella in bronzo per l'assalto al Col Moschin nei giorni 15 e 16 giugno 1918 con la seguente motivazione: "Bignamini Aldo da Santa Cristina e Bissone ( frazione di Santa Cristina ) Pavia, soldato 9° reparto assalto, n. 22112 matricola. - Nel combattimento dava bella prova di calma e coraggio. Primo fra i compagni si lanciava contro nuclei nemici che in parte distruggeva ed in parte catturava. - Col. Fagheron-Col. Fenilon-Col. Moschin, 15-16 giugno 1918."


Interessante il fonogramma inviato dal Maggiore Messe in quelle ore: "Dal Comando IX Reparto d'Assalto, 16 giugno, ore 7.30. Al Comando Brigata Basilicata. Comunico che IX Reparto d'Assalto ha rconquistato in dieci minuti Col Moschin. Numerosi prigionieri e grande quantità di materiali sono stati catturati. Artiglieria ha aperto il fuoco ad ore 6.45, ma con tiro meravigliosamente preciso ed efficacissimo. Maggiore Messe."

La seconda medaglia è quella d'argento, ricevuta per l'attacco seguente al Monte Asolone, nel quale gli arditi del IX Reparto persero il 50% degli effettivi. La motivazione è la seguente: "Bignamini Aldo da Santa Cristina e Bissone ( frazione di Santa Cristina ) Pavia, soldato 9° reparto assalto, n. 22112 matricola. - Soldato di alto ardimento in asprissimo e vittorioso combattimento fu tra i primi audaci, riuscendo di mirabile esempio ai propri compagni. Fu tra coloro che maggiormente concorsero ad infrangere numerosi contrattacchi nemici, catturando prigionieri e materiale. Accerchiato con pochi altri compagni all'intimazione di alzar le mani, rispose col fuoco del suo moschetto, poi, unitamente agli altri, saltò addosso al nemico, e, dopo breve e feroce lotta, infranse l'accerchiamento, riuscendo a far prigionieri quasi tutti coloro che si opponevano a lui. - Monte Asolone - Col. della Berretta, 15 ottobre 1918."

L'episodio è raccontato nel volume "L'Avanguardia del Grappa" di Salvatore Aponte, edito nel 1921:
"Un gruppo di arditissimi, capitanato dal maggiore Messe, di cui fa parte anche il porta stendardo sottotenente Vitali e che si è attardato a proteggere il ripiegamento, viene circondato. Invitati alla resa, quei pochi uomini accerchiati e senza scampo, ruggiscono il loro rifiuton sdegnoso e scaricano rabbiosamente le loro armi sulla folla degli assalitori. Si accende una lotta tanto più eroica quanto più tragica nella sua ineguaglianza!
Il piccolo gruppo si assottiglia ancora: col Comandante non sono ormai rimasti che il sottotenente Vitali, il quale, benchè gravemente ferito con la perdita dell'occhio destro, non vuole lasciare il combattimento e fa garrire in alto nel sole il santo gagliardetto, l'ardito Bignamini e l'ardito Roberto, ferito anch'egli alla testa, entrambi manifici nella lotta disperata."


Entrambe le medaglie sono punzonate "Z coronata" ed "F.G." cioè con le iniziali di Ferraris Giuseppe, capo della zecca di Torino nel 1833, con attacco a cambretta del tipo utilizzato dai primi mesi dell'anno 1916 in avanti e sono complete del loro nastro azzurro originale d'epoca.

Il IX Reparto d'Assalto, agli ordini del Maggiore Giovanni Messe
(futuro Maresciallo d’Italia e soprattutto uno dei migliori generali italiani della Seconda guerra mondiale, quando comandò il CSIR in Russia e la 1ª Armata in Tunisia), faceva parte, come reparto non indivisionato, del IX° Corpo d'Armata della 4.Armata, la cui linea di difesa sul versante occidentale del Monte Grappa venne sfondata dall'offesiva austriaca del 15 giugno 1918. A mezzogiorno le colonne austriache avevano occupato, infatti, la posizione avanzata di Col del Miglio, poi Col Moschin, Col Fenilon e Col Fagheron, capisaldi della linea di resistenza italiana.
La situazione era gravissima perchè gli austriaci quasi si affacciavano sulla pianura veneta. Le artiglierie della contigua 6. Armata e quelle del IX Corpo aprirono un formidabile fuoco di sbarramento sulle posizioni perdute, impedendo l'afflusso di rincalzi e rifornimenti austriaci.
Il IX Reparto d'Assalto, messo in movimento al primo sentore dei successi austriaci, sferrò l'assalto al Col Fagheron, riconquistando di slancio la posizione nel pomeriggio del 15 giugno. Alle 22, dopo un tiro di preparazione di un'ora e mezzo, gli arditi balzarono all'attacco del Col Fenilon, raggiunto e conquistato con un centinaio di prigionieri. Sfruttando il fuoco energico dell'artiglieria italiana e lo sconcerto degli austriaci, il IX Reparto proseguì e all'alba occupò anche il Col Moschin prendendo 300 prigionieri e 25 mitragliatrici. Le perdite dei tre assalti non sono note ma non furono certramente pesanti. Nel volgere di 24 ore, la vitale linea di resistenza sul versante occidentale del Grappa era stata perduta dal IX Corpo d'Armata e riconquistata dagli arditi del IX reparto d'Assalto.
Pochi giorni dopo, il 24 giugno, il IX reparto fu lanciato all'assalto dell'Asolone, contro posizioni ben presidiate e protette da un intenso fuoco di artiglieria. A prezzo di forti perdite, il IX reparto riuscì tuttavia ad arrivare sulla vetta dell'Asolone cacciandone gli austriaci, ma non riuscì a resistere al fuoco di artiglieria ed ai contrattacchi e dovette cedere il terreno conquistato. Nel combattimenti perse 19 ufficiali e 305 arditi, quasi la metà della sua forza.
 

Gli ufficiali del IX Reparto d'Assalto, con al centro il comandante Maggiore Messe, fotografati subito dopo il vittorioso attacco al Col Moschin  ( Foto Osprey )
 

31-5-2016