Italia (1919-1939)
RARO DISTINTIVO ARGENTATO DEL "CAMPO MUSSOLINI" DEI FASCI ITALIANI ALL'ESTERO NEL 1935 
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 26743
La copertina della Domenica del Corriere del 4 settembre 1938 che illustra la celebrazione della Messa davanti ai 15.000 giovani del X Campo Dux. (Disegno di A. Beltrame)

Rarissimo distintivo della Gioventù Italiana del Littorio, commemorativo del "Campo Mussolini", tenutosi a Roma nel settembre 1935 Anno XIII dell'Era Fascista, per i giovani iscritti ai Fasci Italiani all'Estero e realizzato in metallo bianco argentato dalla ditta "Lorioli" di Milano, anche se non marcato sul retro.


L'iconografia di questo distintivo è unica fra tutti quelli realizzati per i Campi Dux, infatti Mussolini è raffigurato di tre quarti contrariamente a tutti gli altri distintivi che lo raffigurano di profilo. Di questo distintivo esiste anche una versione dorata  che probabilmente era destinata agli ufficiali, come già avveniva per altri distintivi come quello da "Istruttore pre-Militare".
Il suo diametro è di 39 mm e il suo peso è 6 grammi.


I Fasci Italiani all'Estero cominciarono a sorgere poco tempo dopo di quelli in Italia. Tuttavia questi primi Fasci del 1921-1922 erano piccole organizzazioni ancora embrionali e non si erano formate che nei centri maggiori dell'Europa e del bacino Mediterraneo. Fu solo dopo la Marcia su Roma, con l'avvento del Governo Fascista, che i Fasci Italiani all' Estero presero un vero sviluppo. Nel 1923 furono ufficialmente riconosciuti dal Gran Consiglio che ne definì la natura, gli scopi e l’organizzazione, affidandone la direzione a Giuseppe Bastianini, un ventiquattrenne fascista umbro, membro del direttorio.


Lo scopo dei Fasci all’estero era di estendere l’influenza del fascismo nelle comunità italiane in ogni parte del mondo, e nello stesso tempo, contrastare la propaganda degli antifascisti fra gli emigrati. Il fascismo ebbe sempre verso l'emigrazione una grande attenzione, supportata dalla convinzione che gli italiani all'estero andassero valorizzati quale punta di diamante dell'espansione degli interessi italiani fuori della patria.


Il 2 maggio 1921, in occasione della nascita del Fascio di New York, Mussolini aveva dichiarato che la costituzione dei fasci all'estero serviva a "suscitare, conservare, esaltare l'italianità fra i milioni di connazionali dispersi per il mondo"I Fasci all'Estero sarebbero dovuti essere veri e propri "consolati fascisti" per la "protezione legale ed extralegale" di tutti gli italiani, specialmente di coloro che erano "salariati da impresari stranieri", con l'obiettivo esaltante di "tenere alto, sempre e dovunque, il nome della Patria italiana". Bisognava, cioè, che quasi dieci milioni di italiani all'estero, non perdessero il proprio senso di appartenenza italico, continuando a sentirsi in continuazione "spirituale ed ideale" con la patria lontana.


Infervorato da spirito totalitario, fra il 1924 e il 1926 Bastianini tentò di potenziare la sua organizzazione, ponendola in concorrenza con le rappresentanze diplomatiche italiane, pretendendo di affermare il primato del partito anche nei loro confronti, e trasferendo così anche all’estero il dualismo fra partito e Stato. La insostenibilità di tale pretesa convinse Mussolini, dopo lunghe esitazioni, a trasferire, nel 1930, l’organizzazione dei Fasci all’Estero alle dipendenze del ministero degli Esteri. Ma gli italiani all'estero per il Fascismo rappresentavano anche vere e proprie "colonie" le cui capacità ed i cui successi andavano utilizzati per la grandezza dell'Italia. Essi avrebbero dovuto costituire una vera e propria forza politica che Roma avrebbe manovrato per gli interessi della patria.


la Segreteria Generale dei Fasci all' Estero intraprese l'organizzazione delle colonie climatiche per i figli dei nostri connazionali emigrati, intendendo dare ad esse il maggiore sviluppo possibile. I piccoli Italiani ospiti dell' Italia fascista vennero così in gran numero sul suolo della Patria : bimbi e bimbe di età variabile tra i sei e i dodici anni, provenienti da più di dieci diverse nazioni che, dopo aver trascorso un mese in Italia, tornavano oltre i confini con la chiara e precisa visione della bellezza e della grandezza della loro Patria. Questi bambini furono ospitati in più di sessanta colonie climatiche marine e montane situate nei più ridenti luoghi d'Italia.
Una delle principali opere che il Regime aveva affidato ai Fasci all'Estero era quella di sviluppare oltre i confini le Organizzazioni Giovanili, in modo da contrastare quello spontaneo processo di assimilazione dell'ambiente. Educare, quindi, i giovani ad essere esasperatamente italiani, forti nel corpo e nello spirito, orgogliosi della loro superba nazionalità. Nel 1935 venne così organizzato, in concomitanza con VII Campo Dux dell'Opera Nazionale Balilla, il "Campo Mussolini" riservato alle organizzazioni giovanili presenti nei vari paesi del mondo dove erano stati costituiti i Fasci Italiani all'Estero. Il 18 settembre 1935 ventimila Avanguardisti, provenienti da ogni provincia d'Italia e da molti paesi del mondo, sfilarono davanti al Duce nello Stadio dei Marmi a Roma.

Giovani avanguardisti durante un'esercitazione premilitare in un Campo Dux. Da notare il medaglione ferma fazzoletto appuntato sul cappello all'alpina come se fosse un "kappenabzeichen" austriaco
 

9-12-2021