Italia (1919-1939)
GRANDE MODELLO IN OTTONE CROMATO SU BASE DI MARMO DI UN SILURO DEL SILURIFICIO WHITEHEAD DI FIUME ANNI 1920 /30
Prezzo: Euro 1500,00 - cod. nr. 14974
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Operai al lavoro nello stabilimento "Whitehead" di Fiume durante la 2° Guerra Mondiale
Eccezionale pezzo da museo, praticamente introvabile, costituito dalla miniatura di 33 cm. di un siluro in ottone cromato, completo di eliche girevoli, appoggiato con due supporti dello stesso metallo su una base di marmo venato verde/nero. Sulla base è applicata una targhetta metallica che recita: "OMAGGIO DEL SILURIFICIO WHITEHEAD DI FIUME S.A.".
La base marmorea è rifinita con del panno verde sottostante. Si tratta di un modello che ricalca fedelmente, anche nei più piccoli particolari, il più importante siluro prodotto dalla Whitehead di Fiume, utilizzato sia in ambito navale che aeronautico. E' stato prodotto nelle stesse officine del silurificio ed era destinato agli alti dignitari in visita presso lo stabilimento di Fiume. La sua realizzazione è collocabile tra gli anni '20 e '30. Probabilmente uno di questi modelli fu donato anche a Mussolini durante la sua visita documentata dalla foto di agenzia d'epoca, proveniente da un archivio stampa argentino, che fa parte del lotto.
La nascita l'evoluzione e la diffusione dell'arma siluro è legata indissolubilmente alla città di Fiume ed ai nomi di Johann Blasius Luppis, ufficiale della marina austro-ungarica, e Robert Whitehead, ingegnere britannico.
Johann Blasius Luppis (1814-1875), capitano di fregata fiumano aveva ideato un mezzo per la difesa costiera, il salvacoste. Si trattava di un'arma galleggiante priva di equipaggio la quale, teleguidata da terra, avrebbe dovuto dirigersi verso la nave nemica esplodendo all'urto. Nel 1860 questo modello fu presentato all'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe il quale, non troppo entusiasta, espresse la necessità di trovare soluzioni più pratiche e complete. Fondamentale fu quindi la collaborazione con l'ingegnere inglese Robert Whitehead (1823-1905). Questi proveniva dalle Scuole Tecniche in Inghilterra e nel 1847 si trasferì a Milano dove si occupò di macchine per la filatura. Divenuto65298 poi direttore dello Stabilimento Tecnico Triestino, nel 1858 passò a Fiume in qualità di direttore dello Stabilimento Tecnico Fiumano. Studiando anche l'anatomia dei pesci, l'ingegnere inglese progettò un corpo fusiforme, alimentato da un motore ad aria compressa e capace di navigare occultamente sott'acqua ad una quota stabilita da un regolatore d'immersione, in modo da far avvenire l'esplosione in corrispondenza della carena, ossia nella zona vitale e meno protetta della nave nemica.

Il geniale inventore lavorò assiduamente ed in segretezza al suo progetto per ben due anni (dal 1864 al 1866), assistito dal figlio John. I primi test del prototipo dell'arma si svolsero nel dicembre 1866. Servirono altri due anni a Whitehead per perfezionare e rendere operativa l'arma; nel 1868 la Marina austro-ungarica decise di acquisire i diritti non esclusivi di uso e riproduzione. Nel febbraio 1871, dopo lunghe sperimentazioni, anche la Marina britannica decise l'acquisto del "Whitehead torpedo" ; da lì in poi per Whitehead si spalancarono le porte delle più importanti marine mondiali: Francia (1872), Italia e Germania (1873), Danimarca, Svezia e Norvegia (1875), Russia (1876), Turchia, Belgio, Portogallo, Argentina, Cile e Grecia (1877), Stati Uniti (1891).
Nel 1873 lo Stabilimento Tecnico Fiumano dichiarò bancarotta; due anni dopo, grazie alla vendita dei diritti d'uso e alle anticipazioni economiche della marina tedesca, Whitehead ed il genero Edgard Hoyos lo rilevarono costituendo la compagnia privata denominata "Torpedo Fabrik von Robert Whitehead". L'azienda contava già ben 500 dipendenti nel 1878 ed in pochi anni aumentò il personale ed ampliò le proprie strutture, presentandosi come uno degli stabilimenti industriali più progrediti del tempo, fonte di ricchezza e benessere per la città di Fiume.
La diffusione e produzione mondiale dell'arma fu notevole (il solo Stabilimento fiumano produsse 6.894 esemplari nei suoi primi 25 anni di vita) ma a ciò non corrispose un largo impiego nelle battaglie navali svoltesi dal 1875 al 1905. Il primo lancio di siluro in combattimento, privo di successo, venne effettuato dalla nave inglese Shah contro la nave peruviana Huascar il 29 maggio 1877. La prima operazione riuscita risale invece al 16 gennaio 1878, quando le torpediniere russe "Cesme" e "Sinope" comandate dall'ammiraglio Makharoff centrarono da 80 m di distanza il guardacoste turco "Intibah". La consacrazione dell'efficacia di questa nuova arma, dopo alcune azioni di siluramento nella guerra cino-giapponese del 1894-95, si ebbe con la battaglia di Tsushima del 1905 nell'ambito della guerra russo-giapponese.

All'inizio della I° Guerra Mondiale il Silurificio di Fiume lavorò esclusivamente per gli Imperi Centrali. In seguito all'entrata in guerra italiana (24 maggio 1915) le attrezzature di produzione di Fiume furono trasferite a St. Polten, vicino Vienna, mentre in città restarono solo le funzioni di poligono di lancio. I timori si rivelarono fondati in quanto il 2 agosto 1916 gli italiani bombardarono la fabbrica, che si trovava pochi Km ad ovest della città, tra il villaggio di Plase e quello di Cantrida. Nel corso del primo conflitto mondiale il Silurificio produsse 1.780 siluri da 450mm, 64 lanciasiluri e 94 compressori. Gli esiti della Grande Guerra furono disastrosi per gli Imperi Centrali, la crisi colpì particolarmente la città di Fiume e gli stessi azionisti della Whitehead deliberarono lo stato di fallimento dell'azienda.
La Whitehead riprese slancio produttivo soltanto dopo il passaggio di Fiume all'Italia (Trattato di Roma, 27/1/1924) quando l'ing. Giuseppe Orlando divenne Presidente della Società di Esercizio Anonima-Stabilimento Whitehead che, nel 1928, acquisì la proprietà con la ragione sociale di Silurificio Whitehead di Fiume S. A.
Il prestigioso stabilimento fiumano, rifondato nel 1924 con 230 dipendenti, contava già un organico di oltre 1.000 unità nel 1932. I locali e gli impianti furono ammodernati ed ampliati, completati da una nuova stazione di lancio per siluri e, nel 1935, da una struttura per la simulazione di lanci da aereo. Negli undici anni di gestione italiana furono prodotti oltre 1.450 siluri da 450 e 533 mm; nel 1934 il silurificio fiumano presentò alla Regia Marina Italiana un nuovo siluro da 533 mm dalla carica di 300 kg di tritolo capace di velocità di 50 nodi per 4 km di distanza, 40 nodi per 8 km e 30 nodi per 12 km.
Nello stesso anno l'azienda fiumana costituì a Livorno la Società Moto Fides; in entrambe le città l'attività di produzione bellica fu frenetica a causa della corsa agli armamenti che caratterizzò il periodo precedente alla II Guerra Mondiale. In questi anni fu progettato anche il siluro da aereo, la Whitehead di Fiume costruì il tipo RM-MAS di calibro 450 mm, lungo 5,50 m. L'Italia, nel periodo dall'entrata in guerra (10/6/1940) all'armistizio (8/9/1943) consumò ben 3.700 torpedo, principalmente del nuovo tipo da 533 mm.
Anche Fiume però subì le nefaste conseguenze dei bombardamenti aerei e quel che restò dello stabilimento Whitehead fu decentrato in località più interne (Valvasone, Fiume veneto) dalle ridotte capacità produttive. L'ingresso in città delle forze jugoslave nella primavera del  1945 segnò praticamente la fine della vita produttiva di questa gloriosa azienda, che il 31 luglio 1945 venne fusa al silurificio Moto Fides di Livorno con conseguente trasferimento delle risorse rimaste nella città tirrenica.
( Notizie storiche tratte dal sito InStoria )
 

 

   
   

 24-3-2010